il nostro farro
Il farro è una specie molto rustica, resistente alla siccità ed alle avversità. Pur essendo un cereale coltivato, conserva una caratteristica comune a quelli selvatici cioè quella di non perdere una parte della pula (glume e giumelle) anche dopo una normale trebbiatura.
Questa peculiarità gli consente una notevole protezione contro predatori ed altre avversità ambientali ed una maggiore, e migliore, conservabilità.
La sua rusticità induce inoltre a non utilizzare mezzi chimici nella coltivazione consentendo di praticare coltivazioni biologiche o quanto meno naturali.

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La lavorazione
Il farro nelle nostre zone, viene seminato in settembre-ottobre e raccolto in luglio-agosto. Una volta raccolto viene stoccato in silos, per essere poi lavorato all’interno dei locali dello stabilimento. Essendo il farro un cereale “vestito”, occorre eliminare l’involucro attraverso diverse fasi di lavorazione. Il chicco, ancora in buccia, entra nel ciclo produttivo ove si alternano la vagliatura (che permette di eliminare eventuali impurità), la decorticatura (l’eliminazione della veste), la perlatura (l’eliminazione di parte della pellicola che avvolge il chicco); quest’ultima fase consente una cottura in minor tempo e SENZA AMMOLLO e, infine il confezionamento.
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